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Vetro. Basi chimiche
Vetro Murano. Lavorazioni
Storia del vetro di Murano
Il vetro tecnologico

Il vetro. Basi chimiche e struttura.

 

Il vetro è un solido amorfo, le molecole che lo compongono infatti, non sono organizzate in un reticolo cristallino ordinato e ripetitivo, molte sostanze solide possono esistere sia in forma cristallina che in forma amorfa, lo stato amorfo si produce di norma in seguito a rapidi raffreddamenti dallo stato liquido, in qui le molecone non presentano un'organizzazione schematica, e vengono "immobilizzate" nelle loro posizioni prima di avere il tempo di adagiarsi a formare una struttura cristallina. Il vetro si produce quindi mediante il rapido raffreddameno di materiale siliceo fuso. Il vetro nella sua forma pura, privo di addittivi chimici o sostanze atte alla sua colorazione, è un matariale trasparente, duro, e scarsamente reattivo dal punto di vista chimico, solo pochi acidi (ricordaimo tra questil'acido fluoridrico) sono in grado di scalfirne la struttura, allo stesso tempo però è anche un matariale fragile che deve essere maneggiato con cura e che tende a rompersi formando scaglie taglienti, esistono però alcune tecniche come l'aggiunta di sostanze chimiche o trattamenti termici (tempratura) o la produzione di vetri in stratficati uniti da materiale colloso, con le quali è possibile ovviare a questi inconvenienti. Essendo un materiale pressocchè inerte sia dal punto di vista chimico che da quello biologico, il vetro trova grande utilizzo nella produzione di contenitori alimentari. Altra importante caratteristica del vetro è la sua ottima riciclabilità, è quindi raccomandabile smaltirlo sempre utilizzando gli appositi raccoglitori, per permettere il suo riutilizzo e il conseguente risparmio di nuova mataria prima vergine. La temperatura di fusione della silice è molto alta, circa 2000 gradi, e pertanto vengono aggiunte sosntanze in grado di abbassarla, per questo scopo vengono utilizzate la soda o la potassa (carbonato di potassio) che abbassano il punto di fusione a circa mille gradi, l'utilizzo di soda richiede anche l'aggiunta di calce (ossido di calcio) per ovviare all'aumento della solubilità in acqua causato dalla soda.

Il vetro è trasparente alla luce visibile ed ha un minor indice di rifrazione per la luce infrarossa, da questo deriva l'effetto di maggior temperatura che si ottiene in una serra, la luce visibile entra, viene riflessa dagli oggetti all'interno della serra e la componente infrarossa riflessa, non può più attraversare il vetro per uscire. L'indice di rifrazione del vetro può tuttavia essere modificato mediante l'aggiunta di determinate sostanze permettendo di ottenere filtri di svariati tipi. L'aggiunta di ferro, conferisce al vetro la capacità di assorbire la luce infrarossa pur mantenedo la sua trasparenza alla luce visibile, il cerio, si utilizza per aumentare l'assorbimento delle radiazioni ultraviolette, L'aggiunta di piombo rende il vetro più brillante aumentandone l'indici di rifrazione (cristallo). L'ossido di torio, conferisce un elevatissimo indice di rifrazione e viene utilizzato ad esempio nella produzione di lenti per macchine fotografiche.

Coloranti
Il vetro può essere colorato mediante l'aggiunta di metalli o ossidi metallici, ottenendo una vasta gamma di possibili colorazioni. Tra le principali sostanze utilizzate per colorare il vetro ricordiamo: l'ossido di rame, che conferisce al vetro una colorazione turchese, il rame metallico col quale il vetro assume una colorazione rosso opaca e viene utilizzato per imitare il rubino, l'uranio in bassissima percentuale colora il vetro di giallo, con il nitrato di argento si possono attenere a seconda della concentrazione, colorazioni tra il giallo ed il rosso, manganere e selenio vengono utilizzati in piccole dosi per decolorare il vetro ed aumentarne la trasparenza, mentre a concentrazioni più elevate le stesse sostanze producono colorazioni verdi e rosse, l'oro utilizzato in minime percentuali colora il vetro di rosso in varie gradazioni a seconda della concentrazione, mediante l'agguinta di nichel si ottengono toni del blu, violetto e nero a concentrazioni elevate, il colore bianco si ottiene aggiungendo ossido di stagno.
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